🌿 Viticoltura sostenibile
Approccio che si prende cura del suolo, dell'acqua, delle persone e della natura circostanti.
La viticoltura sostenibile è un approccio in cui un vigneto viene gestito con cura per il suolo, l'acqua, le persone e la natura circostante. L'obiettivo è che il vigneto dia un raccolto per molti anni senza esaurire ciò su cui si trova.
Cosa si fa. Il suolo viene protetto: tra i filari si semina l'erba, si riduce la lavorazione e il terreno non resta nudo. L'acqua si risparmia con l'irrigazione a goccia e la raccolta dell'acqua piovana. Si usano meno prodotti chimici e i viticoltori si affidano di più agli acari predatori e ad altri insetti utili. Si tutela la biodiversità: si lasciano siepi, fiori e alberi. I lavoratori sono pagati equamente e la loro salute è protetta.
Nel mondo esistono diversi sistemi di certificazione. Alcuni verificano le singole pratiche, altri l'intera attività. L'idea è più ampia del biologico: riguarda non solo l'evitare i prodotti chimici, ma anche l'energia, gli imballaggi e il lavoro con le persone.
La viticoltura sostenibile appartiene al vino nel suo insieme e alla biodiversità. Diventa sempre più importante con il cambiamento climatico. L'alcol è per adulti.
Come si collega al tema «Vino»
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Domande frequenti
Cos'è la viticoltura sostenibile?
Un modo di gestire il vigneto con cura per il suolo, l'acqua, le persone e la natura.
In cosa la viticoltura sostenibile si differenzia da quella biologica?
Il biologico limita i prodotti chimici; la sostenibilità è più ampia e comprende acqua, energia, persone e biodiversità.
Quali pratiche si usano?
Erba tra i filari, irrigazione attenta, meno prodotti chimici, siepi e fiori.
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