🔄 Come si fa il formaggio
La caseificazione passo dopo passo: fermenti, coagulazione con caglio, rottura della cagliata, spurgo del siero, pressatura, salatura e stagionatura.
Il formaggio si fa coagulando la proteina del latte, la caseina, e separando il siero liquido dalla cagliata; la cagliata viene poi messa in forma, salata e, per la maggior parte dei formaggi, lasciata stagionare. La norma del Codex Alimentarius CXS 283-1978 definisce il formaggio come un prodotto stagionato o fresco ottenuto coagulando le proteine del latte con caglio o altri coagulanti idonei e spurgando in parte il siero.
La materia prima è il latte: vaccino, ovino, caprino o di bufala, crudo o pastorizzato. Prima si aggiungono i fermenti, batteri lattici che trasformano il lattosio in acido lattico. Poi arriva il caglio: il suo enzima principale, la chimosina, agisce sulla caseina e, a circa 30–35 °C, il latte diventa un gel compatto in mezz'ora–un'ora. Questa fase si chiama coagulazione.
Segue la rottura della cagliata: granuli piccoli rilasciano più siero e danno un formaggio duro, granuli grandi un formaggio molle. I granuli vengono mescolati, a volte riscaldati (fino a circa 55 °C per il Parmigiano Reggiano), il siero viene spurgato, la massa messa nelle fascere e pressata. Il sale si aggiunge alla cagliata, si strofina sulla crosta o si dà in salamoia; definisce sapore e crosta e frena i microbi indesiderati. L'ultima fase è la stagionatura in cantina o in cella: poche settimane per il camembert, 12 mesi e oltre per il Parmigiano Reggiano.
Esistono altre strade. Il quark e il paneer coagulano per acidità senza caglio, la ricotta nasce dal siero riscaldato, mozzarella e suluguni vengono filati in acqua calda. Tutti questi passaggi li segue il casaro, in un caseificio aziendale, artigianale o industriale.
Perché è importante per te: conoscere il processo aiuta a leggere l'etichetta (latte crudo o pastorizzato, tipo di coagulante, durata della stagionatura), a capire perché un formaggio duro si conserva più a lungo di uno fresco e a scegliere un formaggio adatto ai vegetariani, fatto con coagulante microbico invece del caglio animale.
Dati
| Materia prima | Latte vaccino, ovino, caprino o di bufala, crudo o pastorizzato |
|---|---|
| Temperatura | Coagulazione del latte: di solito a circa 30–35 °C |
| Durata | Stagionatura: da poche settimane a diversi anni; i formaggi freschi non stagionano |
| Base giuridica | Codex Alimentarius CXS 283-1978, norma generale per il formaggio 1 |
Cosa comprende
Come si collega al tema «Formaggio»
🔄 Come si fa il formaggio → tipo di → 🧀 Formaggio
Collegamenti
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Domande frequenti
Quanto latte serve per 1 kg di formaggio?
Dipende dal tipo: per un formaggio duro servono di solito circa 10 litri di latte o più, per un formaggio fresco e molle meno, perché trattiene più acqua.
Che cos'è il caglio?
Un preparato enzimatico che fa coagulare la caseina del latte. Tradizionalmente si ricava dallo stomaco dei vitelli (enzima principale: chimosina); oggi si usano anche coagulanti microbici e chimosina ottenuta per fermentazione.
È vero che tutti i formaggi si fanno con il caglio?
No. Quark e paneer coagulano per acidità, la ricotta si ottiene riscaldando il siero con un acido. Il caglio serve per la maggior parte dei formaggi duri e semiduri.
Perché il formaggio stagiona?
Durante la stagionatura enzimi e batteri scompongono proteine e grassi: nascono sapore, aroma e struttura, e il formaggio perde acqua poco a poco. I formaggi freschi non stagionano.
Che cosa si fa con il siero?
Si usa per la ricotta e il brunost, per proteine del siero e bevande; una parte va all'alimentazione animale.
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Fonti
- Codex Alimentarius — General Standard for Cheese (CXS 283-1978)
- FAO — Dairy production and products: milk products
- EUR-Lex — Regulation (EU) No 1308/2013, Annex VII Part III (milk products)
